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  Standard  è un confortevole invito a godere della magnifica vista sul golfo.

ottobre 2023

ARCHITECTURE
Words
Silvia Botti

Costa Azzurra. La villa nella roccia 

Ci sono luoghi dove il panorama cattura ogni nostro senso insieme allo sguardo. Sono paesaggi vivi che ci costringono a godere della loro luce e dei loro colori, ad assaporare i profumi, ad ascoltare i suoni e anche a percepire la leggerezza dell’aria sulla pelle. Così è la Costa Azzurra nel sud della Francia, un affaccio sul Mediterraneo fatto di mare, luce, vento e fragranze inconfondibili. Lo scrittore britannico William Somerset Maugham, che nella villa La Mauresque di Cap Ferrat trascorse molti anni della sua avventurosa esistenza, amava descrivere quel rifugio svelando che “qui la vita è così insopportabilmente bella da esser costretto a farmi murare la finestra dello studio per riuscire a continuare a scrivere”. Esagerazioni d’autore, ma davvero Maugham lavorava in una stanza al primo piano, seduto alla sua scrivania saggiamente posta per guardare una parete cieca e rivolgendo le spalle alla grande finestra con un irresistibile affaccio sul Mediterraneo.

La vista su una delle riviere più belle del mondo ha conquistato anche i proprietari della casa raccontata in queste pagine, immaginata e costruita per godere appieno di un magnifico scorcio panoramico sulla Costa Azzurra e perdersi nel suo paesaggio. E così, in un parco di 7.500 metri quadrati, nella lussureggiante vegetazione mediterranea e all’ombra di una maestosa roccia sedimentaria che caratterizza i promontori di questo tratto di costa, è nato un complesso residenziale composto da una villa incastonata nella parete rocciosa.

Quattro piccole dependance distribuite lungo i terrazzamenti del giardino e una piscina dotata di pool house. 
Cuore del progetto è il complesso rapporto con il paesaggio, che sfida l’architettura a seguirne le forme e i colori, ad aprirsi verso l’esterno per regalare viste mozzafiato e insieme suggerisce materiali e sfumature per riuscire a raggiungere un certo grado di mimetismo, necessario anche per la privacy di chi vive questi ambienti. Alla villa si accede dal piano più alto, a livello della strada, dove si trovano, oltre all’ampio garage, l’ascensore panoramico e la scala di travertino alabastrino spazzolato che conducono al livello sottostante, nella grande zona giorno. Se scendendo dalla scala si comincia subito a godere della magnifica vista sul mare e dei profumi del giardino, è grazie all’ascensore che si comprende la straordinarietà di questo progetto: la cabina sbarca infatti in un tunnel ricavato nella roccia che resta a vista lungo tutto il corridoio di accesso alla casa, svelando i suoi particolari strati composti da detriti arrotondati, resti di ciottoli trasportati nel corso delle ere geologiche. 

Racconta Massimo Donizelli, l’architetto autore del progetto, che “la villa è letteralmente incastonata nella roccia che ne ha determinato la complessa forma. Con l’aiuto di ingegneri e geologi, abbiamo infatti lavorato per ridurre al minimo l’impatto sulla parete rocciosa, modulando di conseguenza volumi, spazi e percorsi”. Il risultato è un’architettura articolata che si sviluppa su più livelli, con un rapporto ricercato tra vuoti e pieni e collegamenti multipli tra i vari piani. Nel dettaglio, la villa si compone di una zona giorno di circa 150 metri quadrati affacciata su un grande terrazzo che comunica su un lato con il giardino. Ampie vetrate a tutta altezza offrono una spettacolare vista sul mare e su un piccolo giardino zen ricavato nelle insenature della parete rocciosa. Una particolare scala a sbalzo fatta di marmo arabescato orobico, e in alternativa l’ascensore, collegano il soggiorno con la suite padronale al piano primo e con il piano piscina sottostante. 

La zona notte al piano superiore, di circa 150 metri quadrati, è composta da un’ampia camera con annesso salottino, uno studio, due dressing room e due bagni. Anche questo livello si caratterizza per l’uso di vetrate di grandi dimensioni, da un serramento angolare che affaccia sul mare e da una porta finestra a scomparsa che comunica con un altro terrazzo. Scendendo invece al piano piscina, la casa svela due camere per gli ospiti dotate di bagno privato e dressing room, la sala cinema, oltre alla zona wellness composta da una spa attrezzata, sala gym e sala pilates. Da qui si accede anche alla pool house, un ambiente con divano On the Rocks, televisione e un mobile bar-cucina dotato di un grande serramento a scomparsa che immette sulla piscina a sfioro di pietra sinterizzata marrone scuro che avvicina i colori dell’acqua a quelli del mare all’orizzonte, dando la sensazione di una grande profondità, della perdita d’occhio. 

Vivere questa villa significa goderne anche ogni spazio esterno. Dalla copertura, che Studiodonizelli ha immaginato come un terrazzo attrezzato con divani e sedute, si gode una vista unica sul golfo e si raggiunge una scala incastrata nella roccia che porta al livello più alto del terreno, dove si nasconde un orto-giardino dai profumi particolari e ricercati. Un percorso panoramico è stato poi studiato tra i punti caratteristici del grande giardino, dal laghetto alle zone rocciose, fino a raggiungere un ponticello che conduce alle due villette dotate di una piccola piscina, che vengono utilizzate come casa per gli ospiti e casa del guardiano. 
In verità, non occorre uscire da questa casa per sentirsi immersi nel paesaggio. Come spiega l’architetto Massimo Donizelli: “abbiamo ricercato il rapporto con la natura circostante anche attraverso la scelta dei materiali, delle finiture e degli arredi che caratterizzano ogni ambiente”. Così, l’uso di ampie superfici vetrate non serve soltanto a lasciare correre lo sguardo fino all’orizzonte, aiuta a giocare con la luce, a costruire continui rimandi tra interno ed esterno. 

Nel soggiorno troviamo i grandi divani Standard. Liberi da ogni rigidità formale e strutturale, dove non è possibile riconoscerne il retro, sono un invito a godere della magnifica vista sul golfo da ogni prospettiva. Sono stati scelti con un rivestimento di tessuto azzurro mare con accenti luminosi che, colpiti dalla luce naturale, rimandano proprio a quelle atmosfere cromatiche che rendono unica la Costa Azzurra. Uno spettacolo di cui godere nel comfort assoluto grazie alle sedute di diversa forma e profondità, agli schienali e ai braccioli che possono essere modellati a piacere con un lieve movimento della mano per risultare alti, bassi oppure obliqui e sostenere il corpo in qualsiasi posizione. 

Il gioco interno/esterno funziona anche attraverso le superfici lucide e riflettenti del policarbonato di cui sono fatte le collezioni e i pezzi disegnati da Jacopo Foggini. La poltroncina Ella, con un sofisticato gioco di trasparenze, regala luminosità agli ambienti della zona pranzo e della cucina creando accordi cromatici con il paesaggio. Allo stesso modo la particolare collezione outdoor A’mare – nata con l’idea di regalare all’acqua e al mare, e ai loro magici riflessi, una dimensione solida – è stata scelta per arredare gli ambienti esterni. 
In questa villa il mare può anche riflettersi all’infinito nelle sagome irregolari di una specchiera unica, la Jubilé creata dai fratelli Campana per Edra, sapientemente accostata alla parete vetrata della camera da letto padronale. Allo stesso modo, la sofisticata ricerca sui materiali di cui sono rivestiti gli ambienti e le strutture – l’arabescato orobico, il biancone (o cipollino), il travertino, il travertino oniciato, il nero Tunisi – si accompagna alla scelta di finiture particolari come lo spazzolato, l’oniciato, il vaiolato, con lo scopo di creare legami con la roccia sedimentaria che caratterizza questo terreno, coi colori e con le naturali asperità del paesaggio. 


Silvia Botti

Giornalista indipendente. Laureata in architettura al Politecnico di Milano, si è da subito dedicata alla comunicazione. Dopo una lunga parentesi nel mondo dei periodici femminili, dove si è occupata di costume, moda e bellezza, è tornata alla passione originaria specializzandosi nel campo del design, del progetto e dello sviluppo urbano. Ha curato diversi progetti di ricerca per il Politecnico di Milano. Dal 2014 al 2020 ha diretto la rivista internazionale di architettura e design “Abitare”. È presidente della Fondazione Giovanni Michelucci, centro studi sull’urbanistica, l’architettura moderna e l’habitat sociale.

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