maggio 2026
Tra rigore e poesia
Un’architettura in Brasile che parla di legami tra paesaggi e culture
Nel cuore di Curitiba, capitale del Paraná e laboratorio di sostenibilità urbana, sorge Casa 17-JB: una villa che intreccia architettura e natura, Italia e Brasile.
Firmata dall’architetto Luiz Volpato, la villa fa dialogare la vegetazione lussureggiante con un brutalismo addolcito da citazioni della grande scuola italiana.
“L’influenza italiana è stata decisiva per lo sviluppo culturale e architettonico del continente americano – spiega Volpato – contribuendo ai principi della Escola Paulista. Lina Bo Bardi, Gio Ponti e il paranaense d’origine italiana João Vilanova Artigas hanno forgiato un brutalismo modernista e libero, oggi riconoscibile”.
La villa rilegge questa lezione: verticalità compatta, calcestruzzo a vista, legno e vetrate generose fondono materia grezza e leggerezza, in costante dialogo con il giardino tropicale, mentre la committenza – l’italo-brasiliano Germano Carrara – ribadisce il legame con il “buon costruire” inteso come cura tecnica e suggestione sensoriale.
Il progetto, che unisce solidità e poesia in una struttura senza tempo, si adagia su un terreno in pendenza coperto da una foresta autoctona protetta. Questa condizione lo ha plasmato, articolando quattro volumi sovrapposti, uno dei quali interrato: soluzione che rispetta i vincoli ambientali e preserva la vegetazione.
Il blocco sociale, a livello strada, funge da ingresso e zona di accoglienza; un grande muro portante in cemento separa gli spazi pubblici da quelli privati.
Sopra, il blocco residenziale rivestito di legno ospita soggiorno e quattro suite, tutte con balcone fra le chiome.
Sotto la strada, il volume servizi, enfatizzato dal nero, include garage, palestra, piscina coperta e sauna, mentre nel cuore interrato una cantina climatica in cemento forato custodisce i vini.
Ogni apertura è concepita per creare permeabilità visiva, dissolvendo i confini tra interno ed esterno. “La fitta vegetazione non è solo uno sfondo, ma è un elemento attivo nella progettazione” che con la luce crea un suggestivo gioco di ombre.
Gli spazi si aprono al paesaggio in scenari sempre diversi e stimolanti, favorendo un continuo dialogo tra architettura e natura. Un principio di integrazione seguito anche nell’interior design.
“Cercavamo un'atmosfera dove la vita quotidiana fosse attraversata da gesti architettonici, presenze, oggetti che risvegliassero sensazioni. La fluidità spaziale, i materiali tattili e gli arredi contribuiscono a creare ambienti accoglienti e al tempo stesso attraenti”.
La combinazione di materiali grezzi e finiture raffinate da molteplici texture e colori produce contrasti che esaltano la sensazione di libertà, con superfici naturali, vellutate, ruvide.
La palette cromatica attinge ai toni autentici di pietre nere, legno caldo, colori ambrati e dorati, che si mescolano per evocare un’atmosfera solare, ma mai invadente. “Abbiamo cercato di ottenere ambienti eleganti, ma puliti, che insieme alle soluzioni spaziali valorizzano il verde predominante esterno”.
L’elemento scultoreo della scala, una struttura in metallo e legno incastonata in un volume di cemento sormontato da un tetto translucido, è pura sintesi tra funzionalità e bellezza.
La scelta degli arredi ha generato la tensione, l’equilibrio e l’identità cromatica e plastica. “Il cliente, appassionato di architettura e collezionista di oggetti d’arte, desiderava il meglio del design internazionale. La sfida era soddisfare questa ambizione senza sovraccaricare gli spazi”.
Il progetto parte da una grande parete in cemento, tela neutra per le opere d’arte e quinta per arredi che si elevano a sculture: le poltrone Favela, Vermelha e Corallo; le sedie Jenette, Ella e Gina; la credenza Scrigno e il tavolo Brasilia.
Favela e Vermelha – ideate dai designer brasiliani Campana – incarnano la contaminazione culturale che attraversa l’intera casa.
“La cabina di lettura, in un angolo raccolto pensato per il relax e l’osservazione silenziosa, è stata concepita appositamente per il Pack, uno degli arredi più amati dal proprietario”. Il divano-scultura diventa fulcro dello spazio, rafforzando il dialogo tra arredo e paesaggio.
Toni chiari come quelli di On The Rocks e Favela, insieme ai rossi, al blu di Absolu e all’arancione di Corallo, spezzano la neutralità di fondo e dialogano con il verde, protagonista indiscusso.
“È un gesto architettonico limpido: moderno, ma radicato nel contesto selvaggio”, conclude Volpato.
L’abitazione diventa così un’esperienza sensoriale che genera meraviglia: architettura, arredi e paesaggio tessono un continuo senso di appartenenza. L’organizzazione volumetrica segue il terreno, le transizioni spaziali sono calibrate, i materiali invecchiano con grazia, e i pezzi di Edra aggiungono emozione e significato, fondendo rigore razionale e poesia senza tempo.





