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  Rose Chair.  Le poltrone fioriscono tra le quattromila varietà di rose nell’Avancorte di fronte all’Orangerie.

ottobre 2023

ART
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Cristina Mazzantini

La Villa Reale di Monza

La Villa Reale di Monza e i suoi settecento ettari di parco presentano una mirabile sintesi di natura e cultura in un contesto storico di grande fascino. Il complesso architettonico d’intonazione vanvitelliana fu costruito tra il 1777 e il 1780 dall’Imperial regio architetto Giuseppe Piermarini per l’Arciduca Ferdinando d’Asburgo D’Este, come sede di svago e di delizie. Poco dopo, nel pieno turbine Napoleonico, il ticinese Luigi Canonica creò il parco per il Viceré Eugenio di Beauharnais. Eretta come simbolo della magnificenza dell'impero austro-ungarico, la Reggia ha poi assistito all’alternarsi di periodi di sfarzo a momenti di abbandono, con il serrato avvicendarsi di inquilini e proprietari: dal Viceré Giuseppe Ranieri d’Asburgo-Lorena alle truppe del Generale Radetzky, da Massimiliano I d’Asburgo-Lorena, fino a Re Umberto I di Savoia, il cui assassinio eclissò per sempre, nel 1900, la destinazione regale della villa. 

Durante i suoi quasi 250 anni di storia, l’architettura ha subito profonde trasformazioni e, mentre restava ferma la facies delineata dal Piermarini, con l’eleganza e la maestosità che ancora oggi stupiscono, la Reggia si reinventava più volte. Pochi sanno, infatti, che proprio nella Villa Reale di Monza nel 1923, contestualmente all’apertura dell’Università di Arti decorative, ribattezzata poi ISIA – Istituto superiore per le industrie artistiche di Monza –, venne inaugurata l’Esposizione internazionale di arti decorative. Una mostra di successo, riallestita nella Villa Reale nel 1925, 1927 e 1930, che divenne famosa come la “Triennale di Milano” dopo il trasferimento nel capoluogo lombardo.

Tanti mutamenti hanno forgiato un’identità variegata: asburgica di stampo neoclassico, insieme sabauda in stile floreale; legata a quell’artigianato che può dirsi antesignano del design e protesa verso l’arte contemporanea. Una storia così travagliata ha inciso diversi tratti nella fisionomia del luogo, senza però radicarvi un preciso carattere identitario: privando gli interni di quasi tutte le opere d’arte e le suppellettili, rimosse o andate distrutte, ha lasciato solo alla struttura l’originaria grandiosità. In questa prospettiva, seguendo l’esempio del Quirinale, grazie alla visione del Presidente Paolo Pilotto e su impulso del Direttore Generale Giuseppe Distefano, il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza ha avviato il progetto Reggia Contemporanea. Un’iniziativa a cui Edra ha partecipato con due splendidi lavori di Jacopo Foggini, volta ad arricchire le suggestive ambientazioni dei piani nobili con opere d’arte e di design, che testimoniano l’eccellenza della più recente creatività italiana. Circondate dagli stucchi di Giocondo Albertolli, sui pavimenti intarsiati dalla bottega di Giuseppe Maggiolini, una dopo l’altra sono esposte opere di artisti del calibro di Afro e Pietro Consagra, Piero Dorazio e Enrico Castellani, Francesco Messina e Mimmo Rotella, Emilio Vedova e Paolo Scheggi, Maria Lai e Gastone Novelli, accanto alle installazioni site-specific create da Emilio Isgrò, Grazia Varisco, Giovanni Frangi e Chiara Dynys. Oltre alle opere di Luciano Ventrone, Agenore Fabbri, Gino Marotta, Bertozzi&Casoni, Davide Rivalta, Pietro Ruffo, Massimo Listri e Michele Ciacciofera. Nell'ambito del design, oltre a quelle dei pionieri come Gio Ponti e Piero Fornasetti, si annoverano opere di archistar come Gaetano Pesce e Michele De Lucchi, accanto ai lavori di alcuni protagonisti, come Giorgio Armani e marionanni, Aldo Rossi e Vico Magistretti, Alessandro Mendini e Francesco Binfaré, Nanda Vigo e Jacopo Foggini. 
Reggia Contemporanea, che fu presentata in occasione del primo Festival delle Regioni alla presenza del Presidente Sergio Mattarella, è stata appena inaugurata. 

Prima che fosse completato il nuovo allestimento, Edra ha trasformato la Villa Reale in un temporaneo palcoscenico per diverse installazioni: così ha immerso l’architettura in un’atmosfera onirica, calandola liberamente in una dimensione fantastica. Il reportage qui illustrato la documenta, manifestando l’opposizione tra il rigore classico dello sfondo e la fluidità contemporanea del design, per intrecciare la favola della Reggia con la quotidianità dell’odierno abitare. Nella ricerca dell’equilibrio tra mondanità e poesia, Edra ha attinto al contesto come a una sorgente d'invenzioni, per presentare la varietà di idee formali della propria produzione e metterla in risonanza con le nuove opere d’arte. Creando, in tal modo, diversi scenari immaginifici. Nell’Avancorte, ai margini dell’oasi del parco, il profumato roseto Niso Fumagalli ha accolto, tra le quattromila varietà di rose, le Rose Chair di Masanori Umeda, con petali di velluto rosso morbidi e fuori misura. Nell’Atrio degli Staffieri, i moduli di Standard di Francesco Binfaré si sono incastonati come gemme nel reticolo geometrico di marmi policromi. Davanti allo Scalone d’Onore è apparsa una scenografica moltitudine di tavolini Cicladi, mentre nell’atmosfera esotica del salottino giapponese, lo stelo dorato della lampada Ines, si è mimetizzato con i raffinati ramage dorati. 

Chissà se, scattato l’ultimo fatidico click, Edra avrebbe voluto continuare a divertirsi nel posizionare qua e là sofà e poltrone, tavoli e lampade, allestendo senza sosta i 22.000 metri quadrati della Villa Reale. Dialogando amabilmente con la bellezza degli affreschi e degli stucchi antichi, o delle installazioni o delle opere contemporanee, che a poco a poco trovano fissa dimora nelle 700 stanze della Villa. Anche se “l'immaginazione è la regina del vero, e il possibile è una provincia del vero”, come osservava Baudelaire, non è dato saperlo. Edra, però, invita i suoi lettori a travalicare l’immaginazione e a recarsi a Monza, per scoprire dal vero l’incanto della Villa Reale, del suo parco e della collezione di opere di Reggia Contemporanea.

Cristina Mazzantini

Architetto, curatrice, docente al Politecnico di Milano e autrice di saggi e volumi, svolge attività professionale e di ricerca soprattutto nell’ambito della tutela e della valorizzazione dei beni culturali. Consulente del Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, ha collaborato con l’Amministrazione della Camera dei Deputati, il FAI, la Regione Siciliana e Rai-TG2. È stata membro della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco e Presidente dell’ISIA di Faenza.

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